Wave (Cencios, Prato. 2004) 

Clicca per ingrandire. Foto: THX (2004)

Draw

Hysta

Ninja

Rusty

Wave 

xxx 

Stasera all' Ambasciata di Marte, in via Mannelli 2 a Firenze zona stazione Campo di Marte, si esibiranno 2 posse rap locali (Firenze-Prato-Pistoia):

La Primiera (Charlie daKilo: beatmaker / MC; Ninja: MC; Don Tiezzo: MC / beatmaker; Link: MC)

Long Bridge All Starz (Joker: DJ / Producer; Rashid: MC / Producer; Willie Dabizzi: MC; The Youngfader a.k.a. Dj Tardo: DJ; Jacopo Ortis: MC ill' Ando a.k.a Kaizer Arel: MC) 

ingresso con tessera fenalc

http://www.longbridge.it/ 

Fuck maispeis!!! 


Wave 

WC graffiti nel sottopasso di via del Sodo a Rifredi (Firenze). Foto: THX (2004). Clicca per ingrandire.

Agent: 

Ler e Icks:

Ler e Wave:

THX e Wave:

Wave e Agent:

Wave:

wc rifredi graffiti


THX (1998) 

Schizzi dallo sKetch book di THX - clicca sulle anteprime per ingrandire

THX

Wave

ded 2: Swavez - Ler - Army - Deor - Edua - Gola - Jado - Rais - Ninja - Draw - Rusty - Irwin - Bue - Yas - Pattex - Kat - WJM - Sir 2 - Zeb - Chef - Mode 2 - Space - Weis - Led - Agent - Axiatroid - Adam - Run - Skuamo - Matpogo

PEACE! 

WC outlines


Run (2004). Foto: THX

da http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Writers-serve-una-terapia-d%C2%B4urto/1757573/6 

Il sindaco interviene alla festa dell´Unità e polemizza con Bifo: "Non mi pare abbia dato un grande contributo nel 2004"
"Writers, serve una terapia d´urto"
Cofferati insiste sulla linea dura: "Imbrattamuri, non padreterni"
"Mi dipingono con la divisa da nazista? Mi viene da ridere. A volte si ricorre alla caricatura, più spesso invece all´insulto"
 
«Sui muri imbrattati di Bologna occorreva una terapia d´urto, anche perché se non agisci ci sono persone che si convincono che tu sei impotente e che loro sono dei padreterni». Dalla tribuna della festa dell´Unità il sindaco Sergio Cofferati torna sulla campagna contro i graffiti e rilancia. Nel giorno in cui scoppia la polemica sulla proposta che il Cinese ha lanciato assieme al collega fiorentino Leonardo Domenici di affidare alcuni poteri di polizia ai primi cittadini, il sindaco di Bologna, dalla festa dell´Unità affronta i mille nodi che lo hanno fatto diventare un simbolo a livello nazionale, dai lavavetri, allo sgombero delle case occupate. Tutti tempi, come quello dei graffiti che deturpano i muri della città, per i quali secondo Cofferati non servono nuovi leggi, ma basta applicare quelle esistenti. Lo sa che su un sito Internet c´è lei con la divisa da nazista?, chiede l´intervistatore Gianantonio Stella. Mi viene da ridere - risponde Cofferati - a volte si ricorre alla caricatura, più spesso all´insulto». Ma davvero lei vuole arrestare chi imbratta i muri? E qui il sindaco parte con la sua ricetta. «Dicono che si tratta di opere artistiche, ma non è vero: nella quasi totalità dei casi si tratta di orrendi scarabocchi». Per questo abbiamo proposto aree nelle quali gli artisti possano esercitarsi, ma per il resto inizieremo a pulire due delle zone più deturpate di Bologna, il ghetto ebraico e via Andrea Costa tra lo stadio e il centro». Per Cofferati «a guardare alcune parti della città c´è da restare impressionati: soltanto per togliere le scritte ingiuriose lo scorso anno abbiamo ritinteggiato 36 mila metri quadrati di pareti ed è una goccia nell´acqua».
Dunque ripulire, ma anche punire. Con la galera? «Con gli strumenti che esistono oggi, Cioè il regolamento di polizia municipale che prevede la multa fino a mille euro e poi con la denuncia degli autori, che farà il Comune per quanto riguarda i beni di proprietà pubblica e che può fare il cittadino se la proprietà è privata». E la galera allora? «Non è il sindaco a invocarla, è il codice penale a prevedere fino ad un anno di reclusione. Naturalmente sarà la magistratura a decidere se multare o richiedere la condanna, ma nei casi previsti il Comune presenterà denuncia». Denuncia che per i monumenti storici è prevista d´ufficio. Insomma Cofferati inflessibile. Ha letto Bifo - domanda Stella - che sul Manifesto sostiene: così non vincerete e Bologna non sarà più rossa? «Noi intanto - risponde Cofferati - Bologna l´abbiamo ripresa. E Bifo non ha dato alcun contributo».


Elettro+ graffiti 2004. Foto: THX


copertina del 45 giri di Blondie "Heart Of Glass". Chrysalis, 1978 (ed. italiana)

Sul sito http://it.qoob.tv/ ho trovato questo interessante video pseudo-documentario sulla realizzazione dei dischi fonografici in vinile.

per vedere il video clicca sul link sottostante. 

http://it.qoob.tv/video/clip_view.asp?id=3686

xxx 

Materiale dal blocco schizzi di THX (clicca sulle imagini per ingrandire)

2000 Maniax 

Agent

Hysta 

SB23

THX

Weis 

outlines

questo video mi e' stato consigliato da W J Meatball qualche tempo fa. Buona visione

xxx 

 

DJ Killa Jewel - http://www.killajewel.com/site-nofl.html

http://www.cbc.ca/homerun/images/DJ-Killa-Jewel.jpg

DJ Tyra from Saigon - http://www.tyrafromsaigon.net/

 

 

DJ Annalyze - http://www.djannalyze.net/

http://www.thecareercookbook.com/images/g_article/152.jpg 

DJ Shortee - http://www.djshortee.com/

http://www.powerpage.org/images/dj-shortee-playboy.jpg

Females wit funk worldwide: http://www.femaleswitfunk.com/ 

Prove di benedizione del Sommo Ciclefice 

Rovistando dentro youtube ho trovato questo video che mostra il graffito dipinto al cpa dalla WC crew in occasione del concerto di Gruff e Tayone di qualche anno fa... buona visione

Intervista con Madlib

links: 

Video tratti da "Beat konducta vol. 3 & 4" e poster dei film prodotti a Bollywood
http://www.uber.com/beatkonducta  

The Hip-Hop Army That Is Madlib. Di Joshua Alston (articolo da Newsweek, Sept. 6, 2007) 
http://www.stonesthrow.com/madlib/newsweek-sep07.html 

Pagina ufficiale di Madlib sul sito Stones Throw 
http://www.stonesthrow.com/madlib/ 

Japan's Groove Magazine peeks into Egon & J.Rocc's record bags (japanese language)  
http://www.stonesthrow.com/egon/groove.html 

Intervista con Egon (mp3)
http://stream.publicbroadcasting.net/production/mp3/fairgame/local-fairgame-621898.mp3 

 

4 settembre 2007

 

A Bologna pulizia e multe contro i graffitari


A Bologna scatta l'ora della lotta ai graffitari. Chi imbratta i muri e danneggia beni artistici o di proprietà privata, ricorrendo spesso a scritte ingiuriose, dovrà fronteggiare la dura reazione delle forze dell'ordine, che denunceranno e multeranno chi verrà pescato con le bombolette in mano. L'iniziativa - denominata "Ricoloriamo insieme la città" - prenderà il via il 18 settembre in due zone (il ghetto ebraico, cuore della parte medievale, dove è stato ucciso Marco Biagi, e via Andrea Costa, nella prima periferia) e poi sarà estesa al resto della città. L'attenzione delle forze dell'ordine, garantisce il sindaco Sergio Coffertati, non sarà rivolta a coloro che colorano i muri delle città a fini artistici, per i quali saranno trovati spazi appositi. Il progetto, che prevede anche un'intensa opera di ripulitura delle facciate, costerà 170mila euro: nel giro di un mese, grazie agli operatori della multiutility Hera, 4.000 metri quadrati di scritte dovrerbbero sparire, mentre entro la metà di ottobre torneranno puliti i muri di 46 scuole bolognesi.

A ciò si aggiungerà il "restyling" di saracinesche e portoni dei privati, che potranno contare sui prezzi agevolati dei servizi offerti dai consorzi di Confartigianato e Cna. Per i privati potrebbero arrivare anche incentivi fiscali. «Faremo richiesta al Governo - afferma il primo cittadino del capoluogo emiliano - perchè nella Finanziaria 2008 ci siano agevolazioni fiscali a sostegno degli interventi dei privati contro il degrado urbano».

E mentre si pensa a ripulire, nella città del sindaco, preso di mira dagli stessi writers e dai centri sociali per la sua politica di sgomberi, si intensifica la caccia ai graffitari ai quali, se colti in flagranza, si applicheranno le sanzioni previste dall'attuale regolamento di polizia municipale (multa di 50 euro) e quelle del codice penale (da 103 euro fino a 1.032 per deturpamento e imbrattamento di beni con valore artistico o la reclusione fino a un anno). «C'è la legge e la legge va applicata senza alcun timore», ribadisce Cofferati. «In più, con il sostegno anche della Fondazione Carisbo, si utilizzeranno le telecamere esistenti per controllare gli spazi puliti e quelli a rischio».

(articolo da Il sole 24 ore http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2007/09/bologna-graffitari.shtml?uuid=1cb7715c-5aee-11dc-9965-00000e25108c&DocRulesView=Libero)


3/9/2007 (8:3) - TENDENZE

Anche Roma scende
a patti con i writers
 
   
Concessi ai "graffitari" i muri della periferia
ROSARIA TALARICO
ROMA
Se non puoi vincere il nemico, fattelo amico»: devono aver ragionato così al comune di Roma. Per cercare di avere la meglio nella battaglia contro il vandalismo di chi scarabocchia su monumenti e vestigia storiche il comune di Roma, insieme all'ufficio per il decoro urbano, ha lanciato il progetto Cromiae, destinato ai writers romani. Sono stati messi a disposizione dei giovani writers (coloro che fanno i graffiti) dei «muri legali», sui quali disegnare con le bombolette spray non è reato. Alle crew (le squadre di writers) resta il compito di dividersi gli spazi. Ci sono poi i «muri personali», concessi per un periodo di 3 mesi ad un singolo individuo che ne avrà la gestione. Scaduto il periodo il Comune potrà nuovamente rassegnare il muro ad un altro graffitaro.

L'obiettivo del progetto è duplice spiega l'assessore alle politiche giovanili Jean Leonard Touadi: «Ridurre il vandalismo urbano e dare un'alternativa credibile e non del tutto istituzionalizzata per esprimersi ai writers che rendono un servizio alla collettività trasformando e colorando luoghi del degrado, come stazioni e viadotti». La prossima tappa è una manifestazione internazionale («Cromie The Appetizer») che si svolgerà il 15 e 16 settembre in via della Stazione Tuscolana, alla quale parteciperanno una sessantina di writers provenienti da tutto il mondo, oltre quelli «locali».

Simone Pallotta è un ex writer di 28 anni che produce tag (la firma di ogni writer) da quando ne aveva 14. Ora collabora con il comune di Roma dopo essersi laureato in storia dell'arte. Non esattamente il profilo di un vandalo imbratta-monumenti. E infatti è categorico nella condanna di chi lo fa. «Non ha senso disegnare su qualcosa è già arte. Chi fa graffiti in centro senza riflettere è fuori gioco». Simone spiega innanzitutto che l'ambiente dei writer è eterogeneo: «C'è chi vive per strada e chi ai Parioli». Lui è figlio di impiegati e grazie a questa sua passione ha iniziato a guadagnare i primi soldi, «dipingendo serrande e camerette».

Per molti lo spruzzo con le bombolette spray è stato propedeutico al lavoro. Lo sbocco naturale dei writers è la grafica. «Quasi tutti quelli che lavorano a Mtv come grafici hanno un passato di graffiti», continua Simone che ci ha fatto da guida tra i muri «legali» della Capitale. «Ama la periferia» si legge sulla parete che costeggia un'uscita della tangenziale, in via dei Prati Fiscali. Simone segnala la particolarità della scritta, nascosta a tratti dal passaggio delle macchine che sfrecciano davanti a noi, perché «si tratta di un messaggio». I writers infatti generalmente non comunicano altro che la propria firma. Ma non si tratta di una forma di egocentrismo come solitamente si è portati a pensare. «La firma permette la riconoscibilità e il confronto con gli altri writers. E' una forma di comunicazione. Anche se magari non viene capita dagli altri che ci accusano di arroganza, perché dicono che i muri sono di tutti».

Il rapporto con gli altri cittadini non è sempre facile. «Chi non fa i graffiti, non li capisce», l'ex writer racconta che quelli che ti mandano a quel paese dalle macchine sono parecchi. Così come, per fortuna, quelli che si fermano a chiedere: «Bello, ma che vuol dire?». Già, che vuol dire? Sono sigle, nomignoli. «Quello che conta è che le lettere siano belle singolarmente e nell'insieme». L'ex writer, ora trasformatosi in organizzatore di eventi con la sua associazione Zerouno3nove, fa notare come il prodotto dei writers non sia arte in senso stretto. In tanto perché non si può vendere. Poi perché quasi mai si tratta di immagini figurative o di messaggi. «Quelli erano diffusi negli anni Novanta con finalità politiche da parte dei centri sociali» continua Simone. Le regole tra le crew sui muri liberi sono ferree. E prevedono di solito che le scritte più vecchie o peggio riuscite siano cancellate per prime da nuovi graffiti. E osservando bene le foto dei murales si scopre che il vero nemico dei writers non sono tanto le forze dell'ordine, ma cartelloni e manifesti che infestano i muri e che i ragazzi strappano per poter disegnare.

IL FENOMENO
60 MILIONI
Spesa per la pulizia
In Italia per contrastare il fenomeno dei graffiti si spendono oltre venti milioni di euro l’anno, una cifra che va almeno triplicata se si aggiungono i costi sostenuti dalle aziende dei trasporti, per la pulizia dei mezzi (treni, autobus, tram e vagoni della metropolitana.

8 CITTÀ
L’accordo

Sono molte le città che hanno concesso ai writers degli spazi legali dove esprimersi. La prima è stata Torino alla fine degli anni Novanta. A Milano anche l’amministrazione di centrodestra ha riconosciuto il valore artistico dei graffiti del Leoncavallo. Accordi sono stati fatti anche a Firenze, Bologna, Trento, Lucca, Rimini e Monza .

(da La stampa http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/societa/200709articoli/25366girata.asp) 

 


Il piano anti graffitari di Cofferati: multe salate e un anno di carcere

di Claudia B. Solimei - mercoledì 05 settembre 2007, 07:00

da Bologna

Multe certe, da 50 a mille euro, a seconda che si tratti di sanzioni amministrative o penali, e la contestazione di reati come il denneggiamento di edifici storici che prevede condanne fino a un anno di reclusione per chi imbratta i muri di Bologna. E poi una campagna di lavaggio a tappeto dei muri, partendo dal cuore del centro storico, per cui il Comune ha stanziato 170mila euro.
È l'operazione muri puliti lanciata ieri dal sindaco Sergio Cofferati contro writers e graffitari, l'ultima emergenza degrado individuata dal sindaco-sceriffo. A differenza di quanto accaduto per i lavavetri a Firenze, però, non ci saranno provvedimenti ad hoc e nemmeno il divieto di vendita delle bombolette agli under 18: «Ci sarà una intensificazione delle azioni contro chi imbratta i muri - ha confermato Cofferati -: più controlli di vigili urbani in accordo con le forze dell'ordine e la rigidissima applicazione delle sanzioni esistenti». Ma se dal piano sicurezza del ministro dell'Interno Giuliano Amato arriveranno nuovi strumenti repressivi, Bologna è pronta a recepirli: «Se altra strumentazione verrà resa disponibile - ha detto il sindaco - la utilizzeremo di buon grado. Quella di Amato è una decisione apprezzabilissima - ha aggiunto Cofferati - ma è arrivata in queste ore. Noi su questo fronte ci stiamo lavorando da settimane».
Per il momento, chi verrà trovato all'opera con bombolette e pennarelli su edifici pubblici sarà multato e denunciato d'ufficio; se i muri imbrattati sono di privati, il Comune si impegna a sostenerne l'azione in giudizio. Perché, ha spiegato Cofferati, «non siamo di fronte a nuove espressioni artistiche» ma a un fenomeno «che aumenta la percezione del degrado nei cittadini». Per i pochi graffitari-artisti, invece, il Comune ha individuato alcune zone da assegnare tramite bando alle associazioni interessate. La pulitura delle scritte comincerà dal ghetto ebraico di Bologna, al centro della cittadella universitaria, una delle zone più colpite dai writers, dove qualche mese fa comparvero anche delle scritte ingiuriose («terrorista è lo Stato») proprio di fronte all'abitazione della famiglia di Marco Biagi, ucciso dalle Br sotto casa nel 2002. E se è questo genere di scritte a preoccupare di più i magistrati, la Procura di Bologna avanza invece qualche dubbio sull'efficacia dell'applicazione del codice penale contro chi «firma» i muri: «L’arresto è facoltativo e a discrezione di carabinieri a poliziotti - fanno sapere dalla Procura -. E nei casi di solo imbrattamento e deturpamento, non è consentito». Insomma, al di là della guerra lanciata da Cofferati, per il procuratore capo Enrico Di Nicola «bisognerà valutare caso per caso a seconda del danno e del pericolo per la collettività».

(da Il giornale http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=203833)


"E ora muri puliti"
Guerra ai writers

sanzioni e denunce Più controlli, applicazione rigida di multe e codice penale, una campagna di ripulitura dei muri, ma anche spazi ad hoc per i graffitari che fanno arte.

È il piano "Ricoloriamo insieme Bologna" presentato ieri dal sindaco Sergio Cofferati per eliminare le scritte e i disegni che ricoprono i muri della città e, come ha spiegato il sindaco, "aumentano il senso di degrado nei cittadini". Tre le azioni previste dal Comune, che nel progetto investe 170mila euro: pulizia, repressione ed educazione.
Al via il 18 settembre
Hera comincerà la pulizia dei muri il 18 settembre dal ghetto ebraico, una delle zone più frequentate dagli imbrattatori. L'altra zona da cui comincerà il lavoro è via Andrea Costa, dove il 26 è in programma una festa della strada. Inoltre, i pulitori di Hera hanno già cominciato a lavare i muri di 46 scuole. Poi, via via, la pulizia si estenderà ad altre zone della città. Nel 2006, Hera ha ripulito 31mila mq di muri, nei primi mesi del 2007, fino a luglio, già 22mila.
Più controlli
"Ci sarà una intensificazione delle azioni contro chi imbratta i muri - ha annunciato il sindaco Cofferati -: più controlli e la rigidissima applicazione delle sanzioni esistenti". Nessun ordinanza ad hoc, insomma, ma a chi sarà colto in flagranza il Comune promette multe certe e anche, nel caso si tratti di edifici pubblici, l'immediata denuncia per i reati di danneggiamento o imbrattamento, che prevedono sanzioni fino a mille euro e condanne fino a un anno di reclusione. Se i muri imbrattati sono di privati, il Comune si impegna a sostenerne l'azione in giudizio.
Spazi artistici
"Chi ha serie intenzioni artistiche - ha poi spiegato il sindaco - avrà dei luoghi adatti". Il Comune ha infatti chiesto ai Quartieri di indicare delle zone il cui uso sarà messo a bando per le associazioni interessate. Ma Cofferati avverte: "Le espressioni artistiche sono solo una minima parte di ciò che si vede sui muri".
Claudia Baccarani 
(da City http://city.corriere.it/news/articolo.php?tipo=cronaca&id=61888&id_testata=6)


Tutto questo accanimento contro i writers non vi semba "un po' eccessivo" (per usare un garbato eufemismo, in realta' dovrei dire "una cagata pazzesca")?

L'unica nota positiva di tutta la questione e' che sembra ci saranno piu' muri in periferia per dipingere

NB: io non sono daccordo con i writers che imbrattano gli edifici dei centri storici e prendo le distanze da loro, ma questi provvedimenti mi sembrano ecessivi considerato anche il fatto che molti writers (nella fatispecie i bombers, quelli che mirano alla quantita' piuttosto che ala qualita' dei loro dipinti) sono minorenni e quindi non so se punibili da queste nuove leggi. Il fatto di poter essere multato per POSSESSO INGIUSTIFICATO di spray mi spinge a chiedermi:

1) in futuro ci vorra' un qualcosa di simile al porto d'armi per girare con una bomboletta in tasca?

2) aumentera' la produzione di mini bombolette meno ingombranti e vistose? 

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